Nella notte tra venerdì 8 e sabato 9 marzo 2024 si celebra la festa di Shiva, il Dio degli yogi, colui che aiuta l’uomo a innalzarsi dalla sua natura inferiore per comprendere la sacralità del Divino.

Attraverso la meditazione e il controllo di noi stessi possiamo avvicinarci a Shiva, costruendo un legame favorito dalla luna che, in un determinato periodo astronomico, amplifica gli sforzi nel far trascendere la nostra coscienza. Questo periodo coincide con la festa di Shivaratri.

Secondo una delle tradizioni legate alla mitologia, quando la creazione del mondo era stata completata, Parvati domandò a Shiva quale festa avrebbe voluto in suo onore e Shiva scelse la festa di Mahashivaratri, la notte che precede il giorno di luna nuova fra febbraio e marzo, nella metà oscura del mese di Phalguna, secondo il sistema astrologico indiano.

Una data importante che ricorda il matrimonio fra Shiva e Parvati, ma anche la lotta del dio contro le forze del male. In questa notte, Shiva si manifesta sotto forma di Lingam, simbolo di fertilità e di energia cosmica, per rimuovere i peccati del mondo commessi durante l’anno precedente.

Per celebrarlo e ringraziarlo, i fedeli osservano il digiuno per l’intero giorno lunare, vegliano durante la notte e offrono a Shiva, fiori, foglie e cibo cotto, dedicandogli il mantra OM NAMAH SHIVAYA, sia lode a Shiva.

Il digiuno dimostra la capacità di auto-controllo fisico e mentale, può essere accompagnato da atti di penitenza per richiedere un favore speciale. È necessario superare le tentazioni sensoriali che il Dio potrebbe sottoporci per dimostrare di essere capaci di vincerle. La ricompensa sarà la felicità e la realizzazione dei desideri.

La data di quest’anno, il giorno dedicato alla forza delle donne, può essere occasione per trascorrere una serata diversa, ricreando un angolo d’India nella propria casa e onorando il Dio dello Yoga.

Basta indossare qualcosa di blu, come il cielo, gli oceani, i fiumi e i laghi creati da Shiva. Colore simbolo di coraggio, determinazione, capacità di affrontare le situazioni difficili, ma anche lucidità e profondità di carattere. Accendete un bastoncino di incenso e circondatevi, se possibile, di petali di fiori. In condivisione, o anche da sole, potete seguire la pratica e poi dedicarvi a ripetere il mantra Om Namah Shivaya in onore del Dio, nella posizione del sukhasana o in quella che ritenete più comoda, con gli occhi chiusi e un sottofondo musicale.

Il mantra On Namah  Shivaya è uno dei più potenti e completi. È composto da sei sillabe, che permettono di attivare i centri energetici del nostro corpo. Il profondo legame che si instaura con la divinità ci permette di liberare l’anima dal superfluo e di avvicinarci alla nostra identità spirituale. Un ritorno all’origine che risveglia la nostra forza ed energia e ci rigenera completamente.

La regola vorrebbe la ripetizione del mantra per 108 volte, ma, care lettrici, l’importante è impegnarsi a celebrare insieme la forza, la costanza e la determinazione che è in noi e che può risorgere nella lunga notte di Shiva. Marzo è il nostro mese: tempo di rifiorire, riattivare, germogliare, disintossicarsi e… praticare yoga.

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