L’importanza delle vitamine e la necessità di controllare i sintomi dovuti al deficit ormonale attraverso cibi che sono come estrogeni naturali.

La variazione di peso è tra i primi sintomi della menopausa. Con il deficit di estrogeni il metabolismo cambia e il grasso corporeo si deposita maggiormente intorno alla vita, all’addome e al seno. Ecco perché l’alimentazione va bilanciata di conseguenza, con cibi che possono compensare il deficit ormonale.

«Cercate di includere nella vostra dieta quotidiana: carote, avena, semi di sesamo, prugne, aglio, grano, germogli di alfalfa e di soia, zucca, semi di anice e di lino, trifoglio rosso, germogli di trifoglio, mele, fagiolini, orzo, luppolo, rabarbaro, riso integrale, segale, barbabietole, cavoli, liquirizia, ciliegie, papaya, olive, olio d’oliva, semi di girasole, mais, prezzemolo, piselli disidratati, cetrioli, patate, igname e semi germinati», spiega Dinah Rodrigues nel suo libro “Yoga Ormonale”, edito da Fabbri Editori, un metodo olistico per contrastare i sintomi della menopausa, validato anche da uno studio scientifico dell’Università di San Paolo, in Brasile.

«Sono cibi che contengono elementi simili agli estrogeni e favoriscono la naturale produzione di ormoni».

IL POTERE DEI GERMOGLI

I germogli e i cereali germinati aiutano la rigenerazione cellulare del corpo. Quando i cereali vengono fatti germinare, si registra un aumento di estrogeno naturale, vitamine, enzimi e minerali. In uno studio condotto dal dottor Paul Burkholder, dell’Università di Yale, negli Stati Uniti, sono stati misurati i contenuti vitaminici nell’avena cinque giorni dopo la germinazione, evidenziando un significativo aumento. I germogli di alfalfa, fagioli, trifoglio, crescione e altre piante si trovano facilmente al supermercato.

Anche i cereali integrali, le fibre e la crusca d’avena sono ricchi di vitamine e sono essenziali per il benessere e la salute.

LE VITAMINE
In menopausa il corpo ha bisogno principalmente di vitamine, contenute in grandi quantità nella frutta e nella verdura: A, tutto il complesso B (soprattutto B1 e B12), C, D, E.

La vitamina E è molto importante durante la menopausa sia perché stabilizza il livello di estrogeni sia perché aiuta a combattere insonnia, sbalzi d’umore, irritabilità, palpitazioni e respiro affannoso.

La vitamina A è importante per la vista, la pelle e le mucose e soprattutto contrasta le vampate di calore. I cibi che ne contengono di più sono: latticini, carote, verdura a foglia verde, crescione, prezzemolo, albicocche, germogli di erba medica, polline.

La vitamina D presente nel pesce e olio di fegato di merluzzo, cereali germinati, soia e tuorlo d’uovo è importante per migliorare il metabolismo del calcio, la pelle e i denti e agisce sul sistema nervoso.

La vitmina B9 (acido folico) si trova nel lievito di birra, germe di grano, germogli di erba medica, germogli di cereali, verdura e funghi: migliora l’equilibrio ormonale e i capelli, e stimola la produzione di emoglobina.

La vitamina B3: è presente nelle germe di grano, fibra di riso, germogli e cereali germinati, avena e crusca d’avena. Contrasta l’artrite e i sintomi nervosi; combatte la depressione; migliora la pelle; favorisce l’aumento del colesterolo Hdl.

Il calcio per proteggere le ossa: un regime alimentare ricco di vitamina D e calcio mantiene le ossa in salute e accresce l’assorbimento del calcio attraverso l’intestino. I cibi che contengono calcio sono latte e latticini, cavoli, alghe, mandorle, cereali integrali.

I CIBI DA EVITARE

Gli zuccheri in eccesso sono nocivi e durante la menopausa causano molti problemi, come la fluttuazione del livello di insulina nel pancreas, che disturba la produzione di estrogeni. Inoltre danneggiano le ghiandole surrenali, rallentano il flusso degli elementi necessari alla produzione di estrogeni e ne provocano il deficit.

Come lo yoga ormonale è volto a contrastare il deficit ormonale che provoca i sintomi tipici di questa fase fisiologica della vita di una donna, l’alimentazione specifica per la menopausa punta a controllare le fluttuazioni ormonali  e ad attenuare i sintomi attraverso i cibi giusti. «Se nel periodo della perimenopausa si mette su qualche chilo in più, non bisogna accanirsi con
diete di ogni tipo, è il corpo che accumula tessuto adiposo per produrre quegli estrogeni che mancano in questa fase della vita. È per questo che le diete funzionano poco o per niente. Poi, passata la tempesta ormonale e raggiunto un nuovo equilibrio, sarà molto più facile perdere peso», spiega Carla Nataloni, esperta di yoga ormonale. 

APPROCCIO MINDFULNESS ALL’ALIMENTAZIONE

«È importante prestare attenzione a come ci si sente dopo aver mangiato: più stanca o piena di energia? Appesantita? La sensazione è di freddo o di caldo? Questo esercizio aiuta a capire come i vari cibi influenzano il corpo», dice Carla. « Sono ricchi di fitoestrogeni cibi come i legumi, la soia soprattutto, che è una validissima alternativa alle proteine animali. Ma anche la frutta secca, i semi oleosi, la crusca, le pesche, i frutti di bosco, i germogli, tutti i cavoli sono fonti di questi preziosi amici della donna».

La dieta va iniziata sempre sotto controllo medico e calibrata in base alle esigenze individuali.

Di ALICE ROSATI, pubblicato su Vanity Fair il 17 FEBBRAIO 2021