Svadhyaya e Yoga Ormonale: Il Potere della Consapevolezza secondo Dinah Rodrigues
Un viaggio personale verso l’equilibrio interiore
Dopo averla seguita in giro per l’Europa, nei tanti workshop da lei condotti, quest’anno ho
avuto il piacere di incontrare la maestra Dinah Rodrigues nella sua patria, il Brasile, in una
splendida location in riva al mare, immersa nella natura. Luogo ideale per parlare e praticare
yoga ormonale. Un’emozione unica, confrontarmi con una donna che, alla soglia dei cento anni,
conserva una forma perfetta nel corpo e nello spirito, con la vivace curiosità che l’ha contraddistinta
nella elaborazione della sequenza dello yoga ormonale per la salute della donna e per le nuove frontiere del benessere.
Un’emozione anche farle autografare la nuova edizione del suo libro, che ho avuto l’onore di curare, che, oltre alla consolidata sequenza, propone nuove e interessanti testimonianze di quanti ne hanno apprezzato la validità, soprattutto dal punto di vista scientifico. È ormai frequente che la comunità medica consigli la pratica dello yoga come coadiuvante e sinergico della medicina tradizionale in molte patologie dipendenti dallo squilibrio ormonale e non solo.
Dinah Rodrigues è la dimostrazione che prendere consapevolezza di sé stessi e delle
proprie potenzialità è un passo fondamentale per raggiungere il benessere psicofisico:
ascoltare il proprio corpo, riconoscendo i segnali che arrivano dal sistema endocrino.
Lo stress è il principale elemento che, secondo Dinah, influisce sul nostro spirito e sul
nostro organismo. Analizzarne le cause e prenderne atto aiuta a superarlo.
La consapevolezza di riuscire ad affrontare gli ostacoli della vita, grazie alla forza che
riusciamo a trovare dentro di noi è uno degli obiettivi della pratica dello yoga ormonale.
Stare bene con sé stessi, affrontare le crisi con serenità, avere coscienza delle proprie
capacità sono sinergiche dell’azione benefica della sequenza sull’equilibrio ormonale.
Attraverso esercizi specifici, respirazione, visualizzazioni e tecniche di rilassamento, la
pratica si trasforma in un momento di introspezione, in cui ogni movimento rappresenta un
dialogo con sé stessi.
Per questo, un capitolo del suo libro è dedicato a Svadhyaya: si tratta dello studio del sé,
un’auto-osservazione profonda e consapevole che guida il praticante verso una maggiore conoscenza interiore.
Lo yoga ormonale si fonda sulla consapevolezza, sulla capacità di percepire i cicli naturali
e di rispettare il proprio ritmo.
Dinah Rodrigues raccomanda di tenere un diario personale, annotando sensazioni,
progressi e difficoltà, affinché svadhyaya diventi uno strumento concreto di crescita.
Questa pratica aiuta a superare lo stress, a ristabilire l’armonia tra mente e corpo e a
promuovere un senso di autostima e fiducia.
È la dimostrazione della validità del detto: “Conosci te stesso e conoscerai il mondo”, che,
inciso sul tempio di Apollo a Delfi, da secoli indica agli esseri umani l’importanza
dell’autoconsapevolezza per una vita autentica e virtuosa.
In conclusione, svadhyaya nella pratica dello yoga ormonale è un invito alla scoperta, alla
cura e all’accettazione di sé. Seguendo gli insegnamenti di Dinah Rodrigues e il sentiero
dei niyama, ogni persona può intraprendere un cammino di trasformazione profonda,
ritrovando equilibrio e vitalità attraverso la consapevolezza e l’amore verso il proprio
essere.
L’incontro con Dinah mi ha riservato un’altra grande soddisfazione: l’ennesimo
riconoscimento della maestra per tutto quello che ho fatto e faccio per la diffusione della
sua pratica e per la convinzione che continuo a trasmettere nelle mie iniziative.
Sono anni, da quando ho ottenuto l’attestato di maestra di yoga ormonale dalla sua
ideatrice, che mi impegno a diffondere la conoscenza della pratica in ogni parte d’Italia.
Sono sempre entusiasta di organizzare workshop e corsi per neofiti, già praticanti e
insegnanti, che hanno voglia di cimentarsi e godere dei vantaggi di questa disciplina.
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Svadhyaya: fai emergere il vero te.
Per comprendere pienamente svadhyaya, è importante inserirlo nel contesto dei niyama, i
cinque principi etici e pratici dell’autodisciplina che fanno parte degli otto rami dello yoga
secondo Patanjali.
I niyama sono:
shaucha (purificazione), è importante preservare la pulizia del corpo, ma anche liberare la
mente da pensieri molesti.
santosha (appagamento), la felicità si raggiunge godendo delle piccole cose.
tapas (disciplina), occorre forza di volontà per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti.
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Svadhyaya (studio del sé), l’introspezione ci aiuta a conoscere i nostri limiti ma soprattutto
le potenzialità.
Ishvara pranidhana (dedizione al divino), viviamo in armonia con la natura, con la
coscienza di far parte di un universo più grande di noi.
I niyama, e in particolare svadhyaya, invitano ogni persona ad assumere la responsabilità
della propria crescita personale attraverso l’autoanalisi e la riflessione, favorendo una
maggiore consapevolezza di sé e delle proprie esigenze.
Nella pratica dello yoga ormonale, ideata da Dinah Rodrigues, Svadhyaya diventa uno
strumento fondamentale per comprendere e riequilibrare le dinamiche corporee, emotive e
mentali.
Svadhyaya non è solo studio teorico, ma esperienza vissuta: il praticante osserva i cambiamenti, accoglie le emozioni e identifica le proprie necessità, in linea con i principi dei niyama.






